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Pil, aumento fino al 2,8%. Possibile? Sì, investendo sull’ambiente

23/10/2018

Lo studio Ocse presentato al G20 invita i Paesi a riflettere e a promuovere un pacchetto di riforme e politica climatica: “Le azioni messe in campo dai governi per stimolare la crescita economica non devono necessariamente condannare il mondo”.

 

Crescere più velocemente è possibile per il nostro Paese? Pare proprio di sì grazie a una metamorfosi green che preveda riforme fiscali e strutturali e a un investimento politico “sostenibile”. Ad aprire questa strada è uno studio Ocse, Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, presentato da scienziati ed economisti in occasione del G20, secondo cui la crescita risiederebbe nel perfetto connubio tra la crescita del Pil e infrastrutture accessibili e avanzate, agricoltura responsabile, decarbonizzazione, meno diseguaglianze, contenimento del riscaldamento globale, eliminazione dei fenomeni di deforestazione e maggiore disponibilità dell’acqua.

 

A parlarne è il Corriere della sera che ne “L’Economia” riporta quanto emerso durante la discussione ai vertici sul clima il cui titolo non poteva che essere: “Investing in climate, investing in growth”. Investire nel clima, o meglio nella protezione del Pianeta Terra, non è quindi solo un elemento necessario per la salvaguardia ambientale, ma anzi potrebbe rappresentare una svolta più che valida in termini di sviluppo, come si evince dallo stesso rapporto: “Le azioni messe in campo dai governi per stimolare la crescita economica, migliorare la produttività e ridurre le disuguaglianze, non devono necessariamente condannare il mondo a un futuro ad alte emissioni.”

 

Non solo proclami, ma una possibilità concreta. I governi sono chiamati a riflettere al fine di attuare un pacchetto integrato, rispetto alle scelte finora attuate, si rivelerebbe vincente per i Paesi del G20. I numeri, infatti, sembrano aprire uno scenario più che possibile con una crescita media - da qui al 2050 - fino al 2,8%.

 

Gli scienziati non hanno dubbi: “Nel prossimo decennio gli investimenti in infrastrutture moderne, intelligenti e pulite saranno un fattore cruciale per una crescita economica sostenibile, in particolare tenendo conto della cronicità di sotto-investimenti che ha colpito il settore sin dal periodo precedente la crisi finanziaria”. Sì, ma quanto sarà necessario investire? Secondo l’Ocse stiamo parlando di un investimento “Relativamente limitato e che potrebbe essere nel tempo compensato dai risparmi in combustibili tradizionali derivanti dall'introduzione di tecnologie e infrastrutture a basse emissioni”. Nello specifico si tratterebbe di un incremento di ulteriori 0,6 trilioni annui (2016-2030) che servirebbero a rendere possibile la trasformazione grazie anche alla costituzione di infrastrutture “amiche dell’ambiente”.

 



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