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Terra al K.O, è allarme Onu

10/10/2018

L’innalzamento del riscaldamento globale potrebbe ben presto arrivare oltre i 2° C. Gli accordi presi a Parigi non bastano più, è il momento di agire. In Italia intanto il 2018 si conferma come l’anno più caldo dal 1800.

 

La Terra potrebbe non farcela più. Un arresto che potrebbe essere letale già nel 2030. Il tutto “grazie” a mezzo grado di temperatura globale di troppo. Questo è quanto emerso dall’ultimo rapporto delegato dall’Onu e stilato da 91 scienziati provenienti da 40 Paesi. La relazione, ratificata sabato 6 ottobre 2018 in Corea del Sud, è frutto di energici negoziati. A rivelarlo è il Corriere della Sera che fa riferimento a un’approvazione sul filo del rasoio per i lavori della 48° sessione plenaria dell’Intergovernmental panel on climate change, Ipcc: “per colpa dell’Arabia Saudita, primo esploratore al mondo di petrolio”. I motivi di tale “contrattazione” sono semplici e non possono prescindere dagli accordi presi in occasione del COP21 tenutosi a Parigi nel 2015 e che, in questa sede, sono stati superati dalla presa di coscienza della necessità di un maggiore impegno per limitare il surriscaldamento globale entro 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.

 

L’accordo di Parigi sul clima prevedeva un limite all’incremento del riscaldamento globale fissato a meno di 2 gradi Celsius. Impegno che, stando agli ultimi avvenimenti sembrerebbe non bastare più. La differenza di 0,5 è secondo gli scienziati determinante per la salvaguardia del Pianeta, un divario che - se pur apparentemente piccolo agli occhi dei non esperti - porta con sé danni irrevocabili come siccità, scioglimento dei ghiacciai e un ulteriore innalzamento del mare di ben 10 centimetri con conseguenze importanti per flora e fauna che lo abitano.

 

A questa conclusione si è giunti dopo oltre due anni di ricerche e la consultazione di circa 6mila pubblicazioni scientifiche. Ciò che ne è conseguito è il rapporto presentato proprio in Corea, dibattuto e alla fine convalidato dai portavoce dell’Ipcc.

 

Non si tratta di allarmismi, ma di certezze. L’uomo con le sue abitudini ha contribuito a un riscaldamento globale di circa 1°C, gli esperti prevedono che il dato sia destinato a crescere arrivando a +1,5° già nel 2030 per poi avanzare indisturbato oltre i +2° nel breve periodo. Basti pensare che il 2018 in Italia si conferma, dati Cnr alla mano, l’anno più caldo dal 1800 (con un bel +1,5° oltre la media).

 

La soluzione? Una risoluta e perentoria presa di coscienza che possa condurre a un’azione congiunta al fine di portare le emissioni antropiche di CO2 vicine alla soglia dello zero. Impresa quanto meno molto difficoltosa. Su questo e altri temi si esprimeranno ancora i vertici mondiali che si sono dati appuntamento in Polonia il prossimo dicembre in vista della 24esima Conferenza sui Cambiamenti Climatici.



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