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Pile esauste: piccolo rifiuto, grande cuore. Guarda il video!

Cosa fare delle pile che hanno smesso di funzionare?  Se pur molto piccole, quando non sono più funzionanti, le pile diventano a tutti gli effetti rifiuti tecnologici e devono essere gettate separatamente! 

 

 

 

 

 

Complice le dimensioni ridotte di questa tipologia di rifiuto e la mancanza di un’adeguata consapevolezza sulle possibilità di riciclo a disposizione, in Europa meno della metà delle pile vendute viene riciclato. Remedia, Consorzio no profit leader nella gestione dei rifiuti tecnologici, si rivolge ai cittadini raccontando in un video come riciclare correttamente le pile portatili esauste.

 

Quale membro attivo di Eucobat - Associazione europea dei sistemi collettivi per la raccolta di pile e accumulatori esausti - Remedia si impegna a promuovere iniziative e contenuti volti a sensibilizzare i cittadini sul tema del riciclo di questi rifiuti speciali.

 

Questo video vuole rappresentare un strumento semplice ed efficace di supporto al cittadino, per la diffusione delle buone pratiche – ancora poco conosciute – di gestione delle pile portatili esauste e in un’ottica più ampia di promozione di uno sviluppo sostenibile, dato che, secondo le stime europee, solo meno della metà delle pile portatili vendute viene correttamente riciclato.

 

Le pile non più funzionanti, come gli accumulatori esausti per veicoli e industriali, rientrano a tutti gli effetti nella categoria di rifiuti tecnologici e come tali devono essere gettate separatamente, affinché ne siano garantiti il corretto riciclo e la tutela dell’ambiente: infatti, contengono sostanze quali mercurio, piombo e cadmio che, se rilasciate nell'ambiente, possono rivelarsi altamente dannose.

 

Basti pensare, ad esempio, che un solo grammo di mercurio contenuto in una pila può inquinare oltre 1.000 litri d’acqua.

 

Non solo: alcune sostanze contenute nelle pile e negli accumulatori - come nichel, terre rare, zinco, litio, manganese, ferro... - rappresentano materie prime preziose e riciclabili, che possono essere recuperate e riutilizzate per creare nuove risorse, innescando così un positivo esempio di economia circolare.

 

Il loro corretto riciclo, come per tutti i rifiuti tecnologici, porta dunque con sé importanti benefici ambientali ed economici. L’impegno di Remedia in tal senso, rendicontato all’interno del Green Economy Report, è stato quello di gestire 124.818 tonnellate di rifiuti tecnologici, di cui il 9% (oltre 10mila tonnellate) costituito da pile e accumulatori.

 

Molti cittadini non sono ancora a conoscenza delle giuste modalità di conferimento delle pile portatili: spesso, dopo l’uso, vengono “abbandonate” in un cassetto, infilate in qualche scatola o buttate nell'indifferenziata. Il video di Remedia, non a caso dal titolo “Pile esauste: piccolo rifiuto, grande cuore”, invita dunque ad usufruire dei servizi gratuiti di riciclo a disposizione di ognuno di noi, come l’isola ecologica del proprio comune di riferimento o gli appositi contenitori per la raccolta situati presso gli esercizi commerciali che vendono pile portatili.

 

L’obiettivo, ancora una volta, è quello di fornire un servizio plus al cittadino, incentivando quei piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza per noi e per l’ambiente.

 

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