Traffico aereo, quanto impatta a livello globale?

Il trasporto aereo è fondamentale nell’era della globalizzazione. Oltre ad accorciare i tempi di viaggio, ha incrementato la sicurezza dei trasporti e ha contribuito sensibilmente alla crescita economica globale, tuttavia molti sono gli impatti a livello ambientale.

 

Nell’ultimo anno le compagnie aeree (complice l’esplosione delle tariffe low cost) hanno trasportato oltre 4 miliardi di passeggeri, più i 2 miliardi di persone che volano su aerei privati. Numeri che corrispondono statisticamente a circa un volo pro capite per ogni singolo abitante del pianeta.

Con l’aumento del traffico aereo cresce di conseguenza anche l’inquinamento nei cieli. Si pensi infatti, che i voli sono una dellecause maggiori della produzione di anidride carbonica.

L’inquinamento generato dal settore aereo risulta paragonabile soltanto a quello prodotto dalle grandi navi. In particolare, le grandi navi da crociera che transitano nelle acque europee, inquinano 20 volte di più di tutte le auto che percorrono l’intera rete stradale dell’UE. Questo è quanto è emerso dal rapporto pubblicato da “Transport & Environment” .

A livello globale, circa il 2% delle emissioni di gas serra sono imputabili all’aviazione. A livello europeo la percentuale cresce del 3%. Un chilometro in aereo inquina 30 volte di più di un chilometro in treno.

Nei prossimi anni si stima che gli aeroporti avranno sempre più traffico di merci e persone, il tutto accelerato dalla globalizzazione. Entro il 2038 la flotta mondiale di aeromobili passeggeri e merci è destinata a raddoppiare, passando dalle quasi 23.000 unità alle circa 48.000 unità, con una crescita del traffico aereo del 4,3% annuo, che genererà la domanda di 550.000 nuovi piloti e 640.000 nuovi tecnici.

Con l’aumentare della domanda di trasporto aereo, si è reso necessario studiare misure per ridurre gli effetti inquinanti. Grazie all’innovazione tecnologica, nell’ultimo decennio sono emersi stati creati aerei commerciali e aziendali dotati di motori più “sostenibili”, capaci di consumare il 20% in meno rispetto ai loro predecessori.

Anche il design aerodinamico sta fornendo un grande contributo in questa direzione, attraverso nuove soluzioni di profilatura delle ali e della fusoliera che ottimizzano l’efficienza generale. Inoltre, i materiali utilizzati nella struttura degli aeromobili di ultima generazione, consentono una riduzione dei consumi superiore al 10%.

 Senza parlare dei miglioramenti nei sistemi di navigazione e gestione dello spazio aereo. Gli aeromobili più moderni al mondo sono fino al 50% più efficienti degli aerei progettati solo 20 anni fa. Tanto per fare un confronto un Airbus A380consuma meno di 3 litri di cherosene per passeggero per ogni 100 km volati. Un Boeing 787-9 consuma 2,3 litri per passeggero per ogni 100 km volati. Rispetto al velivolo dell’inizio dell’era del jet, la differenza è ancora maggiore. Un Boeing 707, degli anni ’60, consumava 9 litri in quella stessa metrica.

In questo settore, ci sono già delle soluzioni attive per contrastare le emissioni di anidride carbonica; per esempio l’adozione di misure di compensazione/neutralizzazione delle emissioni di CO2 e gas serra, mediante la riforestazione o tramite le rinnovabili. L’aeroporto in Oregon, negli Stati Uniti, per esempio oltre ad avere pannelli solari per la generazione di elettricità ha anche un grande giardino verticale.

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